09
Luglio
2019

Festeggia il suo 10° anniversario un’ormai celebre sistema di degustazione: la giuria del PAR assaggia oltre 1.100 vini da 27 paesi in occasione della 10a edizione del Premio Internazionale dei Vini Biologici.

I paesi particolarmente rappresentati sono Germania, Italia ed Austria; i due massimi punteggi vanno a Grecia e Svizzera.

Frasdorf, luglio 2019 – Con il fiato sospeso, gli esaminatori certificati PAR hanno preso posizione alle loro postazioni assieme ad enologi, sommeliers e professionisti di diversi settori legati all’enologia. E’ il primo di 4 lunghi giorni di degustazioni. Sono 1.103 da 27 paesi diversi i vini da esaminare e valutare. Molti i vini dell’annata 2018 ed alcuni della 2019 (Nuova Zelanda). Come già nelle precedenti edizioni, anche al 10° Premio Internazionale dei Vini Biologici, la gamma stilistica rappresentata dai vini presenti è stata enorme. Con questa ricchezza di diversità stilistica accentuata dalla caratterizzazione delle annate, si sono dovuti confrontare i giurati divisi in unità di 3 esaminatori, come previsto dal protocollo PAR. In totale sono state assegnate 68 Gran Medaglie d’Oro, 517 Medaglie d’Oro, 439 Medaglie d’Argento. I due vini di punta con il punteggio più alto sono stati, ciascuno con 99 punti, il Pinot Nero 2014 affinato in legno grande e barrique Terrasse Elfingen della casa vinicola NIRO, dal cantone Svizzero dell’Argovia, ed il Vidiano 2018 del Domaine Zacharioudakis, dall’isola di Creta, un bianco affinato in botte. Tra glia altri vini valutati con la Gran Medaglia d’Oro troviamo, accanto a vini da Italia, Germania ed Austria, anche vini BIO da Francia, Ungheria, Sudafrica e Cina.

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